La nostra storia

L’idea é nata nel 2002: abbiamo proposto un percorso di teatro sperimentale dove tutti potevano essere protagonisti della propria esistenza. L'idea si è sviluppata in un corso, il corso ha creato uno spettacolo, lo spettacolo ha formato un gruppo (denominato Oltre quella Sedia) e il gruppo è diventato un'opportunità per rinnovarsi per tutti coloro che vogliano mettersi in gioco nel meraviglioso spettacolo che è la vita in un percorso di ricerca di chi siamo scoprendo nuovi codici comunicativi che creino nuove modalità di relazione con sé e con gli altri: non serve essere né esperti né inesperti, né professionisti né alle prime armi, né abili né “disabili”, né appassionati né curiosi, né bambini, né giovani né anziani, né forti né deboli, basta essere esseri umani.

 

Nel 2008 è stata proposta la prima edizione dello Stage residenziale (chiamato “Lo sfogamento”), dove le persone si sono messe in gioco attraverso il teatro e le azioni quotidiane necessarie alla vita; il tutto reso possibile attraverso la convivenza in un’unica struttura per una settimana. Durante e dopo lo stage, due persone con disabilità intellettiva lieve e le loro relative famiglie hanno vissuto un grosso cambiamento dal punto di vista della propria crescita, tanto da far riflettere e coinvolgere direttamente alcuni responsabili dell’Azienda Sanitaria (Distretto 1 di Trieste).
Da questa condivisione è nata l’idea di un progetto che è, per sua natura, un progetto-ponte, innovativo, denominato “La vita che vorrei”, che ha coinvolto anche un gruppo di persone che da anni operano nel sociale. Si è creato un gruppo di lavoro che si è dato il compito di formulare le linee guida di questo e dei futuri progetti e interventi e l’opportunità di osservare e verificare quante capacità e quante potenzialità dormano dentro alle persone “etichettate”. Queste risorse sono state stimolate in modo naturale e non forzato in un sentiero verso la libertà creando, con la forza del gruppo e il coraggio di ognuno, un luogo / spazio educativo, separato dalla famiglia, che abbiamo chiamato “Casa-Scuola” ove verificare quanto l’animo dormiente possa svegliarsi e portare alla luce della capacità inespresse su cui poter aprire le porte dell’autonomia. Da qui la creazione di un percorso proiettato verso il futuro che per i genitori significa una risposta positiva all’angoscia del “dopo di noi…”.

Nel marzo del 2009 ci siamo costituiti come Associazione di Promozione Sociale Onlus.

Nel dicembre 2010 l'Associazione ha ricevuto una Menzione Speciale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le Politiche della Famiglia per il Premio "Amico della Famiglia 2009" con il progetto "La vita che vorrei”

Nel 2011 la Provincia di Trieste ha finanziato un progetto triennale legato alla vita indipendente, dal titolo "Imparare ad abitare: da Casa-Scuola a Casa-Casa", in sintonia con il nostro percorso di autonomizzazione "La Vita che vorrei".
Nello stesso anno sono state attivate relazioni collaborative con la direzione delle Politiche Sociali della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Ancora nel 2011 è iniziata la collaborazione con un psicologo che supporta l'attività di team sul progetto "La vita che vorrei" e supporta i rattprti tra team efamiglie.

Nell'anno 2012-2013 gli interventi realizzati nelle scuole da persone con disabilità, protagoniste del progetto di vita indipendente e di teatrabilità, è salito ad un totale di 4 istituti comprensivi per un totale di 11 scuole sul territorio di Trieste ed Udine.
L'associazione ha anche promosso una collaborazione con l'ASS di Udine per un corso di formazione basata su modello OqS ad operatori dell'area di psichiatria e disabilità.



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