la vita che vorrei

Due appartamenti affittati, di cui il primo dal 2009 ed il secondo dalla fine del 2012, con quindici famiglie finora coinvolte nel progetto La Vita che Vorrei e altrettante protagoniste e protagonisti (persone giovani adulte con disabilità intellettiva) che si sono messe in gioco per sperimentare quotidianamente l'esperienza della vita indipendente; un coordinatore, un gruppo di educatori e di tirocinanti della facoltà di psicologia, coadiuvati da uno psicologo, supportano l'attività del progetto.

L’innovazione nell’approccio scelto da Oltre quella Sedia mira a garantire, attraverso l’esperienza che le persone con disabilità possono fare in queste Case-Scuola, un risultato qualitativamente elevato e che sia al contempo economicamente sostenibile. La residenzialità in termini di presenza settimanale (giorno-notte) viene tarata sui bisogni della singola persona, con attenzione a quelle che sono le dinamiche del gruppo.

L'obiettivo finale è quello di far approdare i protagonisti e le protagoniste ad una Casa-Casa, il luogo stabile cioè in cui vivere la propria vita nel rispetto della loro capacità di auto-determinazione e del livello di autonomia possibile. Un percorso graduale di esperienza e consapevolezza che possa dare una risposta concreta ai timori che le famiglie hanno sul "dopo di noi".

Ad oggi le famiglie che partecipano al progetto nella prima cosa sono 4 e le protagoniste altrettante, con un’organizzazione settimanale intensa che vede due persone presenti dal martedi al sabato mattina (notti comprese), una persona dal mercoledì al sabato mattina (notti comprese) ed una persona le mattine ed i pomeriggi (da lunedì  a venerdì) che inizia da quest'anno a dormire in appartamento una notte alla settimana.

Nel secondo appartamento le famiglie coinvolte con rispettivi figli sono 5 (vai alla pagina dell'inaugurazione); l'attività seguirà la gradulità della prima esperienza, partendo con una presenza diurna propedeutica ad imparare ai protagonisti a vivere in casa ed a sentire questo spazio come proprio, a cui farà seguito, con i tempi naturali di ognuno, il pernottamento.

Viene organizzata settimanalmente una riunione di coordinamento tra gli operatori, con la presenza di uno psicologo nel ruolo di supervisore. Ogni due settimane si svolge invece l'incontro di condivisione con le famiglie che riteniamo fondamentale come momento di confronto e di coinvolgimento in questo percorso di crescita.

Nel 2014 prende avvio la convenzione per tirocini con la facoltà di Scienze Umanistiche di Trieste, che va ad unirsi al già consolidato rapporto con la facoltà di Psicologia.

 

 

      



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